Urban geisha

Tag

, , , , ,

Hola, che fai stasera? 

Urban_Geisha.com is no longer available: you have reached your maximum quota. Thank you for choosing us.

????

Non ti piace la soluzione che ho trovato per dirti che è stato bello ma basta così? 

Ah, ok.

Sorry ma per me è inevitabile metterci un pezzettino di cuore dopo un po’, quindi meglio prevenire dato che non è che ce ne sia rimasto molto in giro.

👍

È stato un bell’esperimento cmq. Mi sono proprio divertita. Ed è stato anche utile notare come davvero sia entrata in gioco la mia modalità geisha. 

Far stare bene le persone è una cosa che mi fa molto piacere.

Si notava 🙂

Già. Grazie, lo prendo come un complimento. 

Lo era. 

Il problema è che non è quello che voglio. O meglio, voglio stare bene almeno quanto faccio stare bene, non solo fisicamente, ma anche come qualità del sentimento. 
E a una geisha i sentimenti sono preclusi.Quindi meglio mandarla in pensione.

Ci sta.

In bocca al lupo, e grazie del giro in giostra.

A te. Hasta luego.

Neoprene

Tag

, , , , ,

Hai una dozzina di tatuaggi.

Qualcuno è la memoria di un viaggio, un paio parlano di te, un paio di cose che avresti preferito non vivere, ma di cui hai deciso di rendere la memoria indelebile, e poi ce n’è qualcuno dedicato agli amori.

Perchè in fondo si capisce che sei un romantico.

Anche se ti nascondi sotto il tuo baseball cap, birra e joints che forse ti aiutano a rompere il ghiaccio, anelli grunge e sorriso beffardo.

Mi hai regalato belle sensazioni, su tutte quella di sentirmi completamente libera nella testa.

Perchè se anche sei praticamente uno sconosciuto, è stato naturale dirti di venire a casa mia.
Pizza e film? Why not. Easy.
E se poi le cose sono andate molto (MOLTO) diversamente dalle mie premesse, è perchè qualcosa mi ha detto che potevo fidarmi, e ho fatto bene ad ascoltarlo.

Ci siamo salutati come quelli che fanno un viaggio, e poi si ripromettono di vedersi ancora, perchè il tempo condiviso ha lasciato la voglia di riviverne un pò.

Non so se succederà.

Ma so che già così va bene, va davvero bene.
E sono contenta per me, che grazie a te mi conosco un pò meglio, e oggi ho un paio di ricordi in più di cui sorridere.

Buena suerte y hasta luego, hombre.

Hi Gi

Tag

, , , , , , , ,

Hey.

I’m thinking a lot about you lately. 

Maybe because my sister is about to embark on a similar journey as yours; maybe because one year ago I was sick and coming there appeared to be the best choice to cope and to take one of the most important decisions of my life; or maybe because I can now feel all the loneliness for what it is, and I just can’t imagine how strong you must have been, and still are,  to face this beast all on your own. 

Because let’s be honest. 

Yes, family helps. Friend help. Working hard helps. Sports, trips, Netflix help. Sometimes even a couple of beers help. 

But the hole you have in your heart still lets some air come through. That air is taken away from your breath.

So here it is: a celebration of you as a life’s hero. Someone who decided to fight back against all odds, and still hopes, for the best is yet to come. 

I cheer you my dear friend, and thank you from the deepest of my heart for the inspiration you are to me. For the shining example of what the mix of incredible strenght and powerful faith can do to a man’s life. 

Keep on fighting. I can only be honoured to witness your victory. 

Much love, and lots of hugs from this side of the pond. 

E

Il mostro

Tag

, , , , , , , , ,

Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato. E infatti non mi ha deluso.
Eccolo qui il mostro del dubbio, del rimorso, della paura.

the_monster_in_the_dark_by_nonsensicles-d3dz0o8

Da un pò di giorni mi seguiva da lontano, perchè sapeva di essere visto e di non avere ancora forza a sufficienza per rispondere alle mie difese.
Ma adesso sta vincendo.

Ha chiamato alleati potenti: la solitudine, il senso di smarrimento, la preoccupazione di non farcela davvero, quello stronzo implacabile del giudice interiore.

E quasi quasi mi viene voglia di andargli incontro a braccia aperte.

Come quella volta in cui sapevo che stavo per svenire, ma non potevo fare niente per evitare la caduta.
E lasciarsi andare è stato quasi un sollievo.

Il problema è stato il risveglio (tre denti rotti e 6 punti sul mento), ma ancora mi ricordo la fantastica sensazione di essere inghiottita dal buio più nero.

Assenza di stimoli, memoria annullata, testa e corpo scollegati.
Per qualche minuto, tornare nel vuoto da cui siamo venuti, senza tempo e spazio, senza (apparente, ahimè) gravità nè attrito.

Quindi sì, tutto sommato, un altro giro me lo faccio volentieri.

Quello che si sta rompendo questa volta, anche se meno visibile, non fa meno male.
Si sta completamente destrutturando il mio sistema interno di orientamento, perchè intorno a me è completamente cambiato lo scenario.

E’ come addormentarsi a Milano e svegliarsi a Tokyo.

So leggere, ma non capisco niente di quello che vedo scritto.
So muovermi coi mezzi, ma non so in che direzione andare.
So che posso badare alle mie necessità primarie, ma devo trovare un modo per andare oltre la sopravvivenza.
So che posso fare mille lavori, ma forse nessuno di quelli sarebbe utile qui.
La sensazione di alienazione è schiacciante…

Dai mostro, vieni, fatti un bel banchetto.

Tanto prima o poi mi risveglio, e il giapponese lo imparo.

Immagine

Utopie e sproloqui

Tag

, , , , , , , , ,

Hai presente i ragni dei muri? 

I ragni dei muri?

I ragni dei muri. Mio papà li chiamava così nel periodo in cui viveva in campagna. 

…e?

Da lontano sembrano grandissimi. Poi ti avvicini, e scopri che in realtà la maggior parte dell’ingombro è data dalle zampe, sottili e lunghissime. Il corpo è minuscolo. In pratica come una nocciolina in una mano. 

…e?

E niente, ho pensato che molti degli uomini con cui ho avuto a che fare ultimamente sono così. Molta apparenza, pochissima sostanza. Il loro ego occupa la maggior parte del loro spazio mentale ed emotivo, e per il resto rimane molto poco. 

Dai, non essere cinica e non generalizzare…

No ma infatti, mica dico che siano tutti così. Però ad esempio: c’è sto ragazzo su Fb che è tipo un personaggio pubblico, sportivone, simpaticone, ambientalista…gli ho messo un paio di like ai post e mi ha chiesto l’amicizia. 

…Ok. E?

E niente, spesso lancia proposte al volo, tipo l’altro giorno un passaggio a Roma. 

Quindi ho pensato: cosa succede se la proposta al volo gliela faccio io? Non avevo niente da perdere, quindi l’ho fatto. A Milano c’è la mostra di Canaletto, lui è appassionato di corsi d’acqua  (fa quello di mestiere) quindi gli ho mandato un messaggio con l’invito per giovedì. 

Sei pazza. Questa cosa degli esperimenti ti sta sfuggendo di mano. 

Ma no, in realtà sto iniziando a divertirmi! Non vuoi sapere come l’ha presa? 

Certo…

Ci ha messo tipo 6 ore a rispondere, per dirmi che “è un periodo molto incasinato”. 

È il terzo in meno di due settimane che gioca quella carta. Giuro che sto iniziando seriamente a divertirmi.

Va beh ma ci può stare…poi insomma, magari l’hai spiazzato, avrà pensato che sei pazza davvero, è stato anche gentile a risponderti!

Maddai! Quante cazzo di volte gli sarà capitato di ricevere un invito a vedere una mostra da una sconosciuta?

…tipo mai?

Appunto! Cioè, fai così  quello che “la vita va goduta”, “non capisco voi che lavorate”, “sono talmente easygoing che offro passaggi a Roma (6h in macchina!) a sconosciuti su Fb e poi…cazzo, ti accartocci come un ragno del muro schiacciato da una ciabatta se qualcuno inverte il ruolo appena appena.

Lo so, lo so. Mi sta sfuggendo di mano. Però ammetterai che un po’ ci può stare. 

Che cosa? 

Un po’ di scoraggiamento, disillusione, un po’ di sano cinismo alla Bukowski.

Va bene te lo concedo…ma non per molto, ok? 

Ok. Prometto di mollare il colpo. 

Ecco brava. 

Sì, mollo il colpo appena trovo l’uomo Eminflex.

Occazzo ci risiamo…sto per chiamare per un TSO, ti avviso.

L’uomo Eminflex è quello che se ti butti a pesce, non ti fa cadere ma col rimbalzo ti rimette gentilmente in piedi. Resiste all’impatto senza paura capisci? E se poi è davvero figo, ha anche quei 5cm di memory foam che accolgono il tuo corpo come un guanto quando ti ci sdrai sopra.

I 5cm sono metaforici, neh?

Corsi e ricorsi

Tag

, , , , , , , , ,

onward

Le persone entrano ed escono dalla nostra vita in continuazione.

Alcune rimangono poche ore, altre moltissimi anni. Alcuni sono lì da sempre, altri già sappiamo che non li rivedremo mai più, o forse dovrei dire “finchè Facebook non ci separi”.

Poi ce ne sono alcuni che arrivano, rimangono per un pò, se ne vanno, e dopo anni, talvolta anche decenni, tornano.

A me è successo sia con le amicizie che, almeno 2 volte, con le relazioni.

Con le amicizie ritrovarsi è stato spesso molto piacevole, anche se purtroppo nella maggior parte dei casi la scintilla che c’era allora adesso è molto sbiadita.

Nel caso delle relazioni invece, ritrovarsi ha significato addirittura finire sull’altare (e poi davanti agli avvocati), oppure giocare ad essere di nuovo 17enni per 5 anni per poi scoprire che lui aveva serissimi problemi di identità, e io ero stata fin troppo ingenua.

Ad ogni modo, se c’è una lezione che forse è il caso che io impari una volta per tutte, è proprio che INDIETRO NON SI TORNA.

Per quanto romantico possa sembrare, per quanto la familiarità con l’altro (che poi è familiarità con il ricordo che abbiamo dell’altro, non con la persona che è oggi) possa farci sentire al sicuro, per quanto l’illusione di poter vivere con la consapevolezza dei 40 quello che non ti saresti goduto altrettanto a 20 sia allettante, è meglio di no.
Molto meglio di no.

Si cambia, (auspicabilmente) si evolve, si fanno progetti.
Ecco, è bene che quei progetti abbiano piuttosto molte lacune e punti di domanda e scritture a matita su un foglio bianco, che non cancellature su un vecchio foglio già scritto.

Onward, sempre.

 

 

 

Make Love

Tag

, , , , , ,

energy_fieldsStamattina ho fatto l’amore con me stessa.

FATTO, nel senso letterale del termine.
Ho finalmente capito che l’amore è qualcosa che si realizza concretamente, nell’unione del maschile e del femminile.

Il maschile che abita in me si è finalmente rivelato in tutta la sua passionalità, tenerezza, pazienza, intraprendenza e meravigliosa capacità di mettere a tacere tutte le mie paure, una per una, in modo che mi potessi sentire sicura di accoglierlo nel mio spazio sacro.

 

Forse c’era davvero bisogno che tutti gli uomini che in qualche modo hanno fatto parte della mia intimità sparissero per sempre dall’orizzonte perchè Lui potesse finalmente manifestarsi, e io fossi capace di vederlo e sentirlo.

Perchè per tutto il tempo non ha fatto altro che parlarmi.
E proprio grazie al suo dialogo incessante, una specie di scudo di parole contro i mostri della sfiducia e della disillusione che imperversano nel mio cuore da un pò di tempo a questa parte, sono riuscita a dire di nuovo sì all’apertura, al piacere, al sentirmi completa.

E’ stata un’esperienza commovente, che mi ha dato modo di capire di cosa ho davvero bisogno per poter permettere a un uomo in carne e ossa di varcare la soglia.

E per tornare terreni ed essere un pò meno aulici, un ringraziamento doveroso va a Ohhh.it, che rende la sessualità un gioco a cui partecipare a cuore aperto, con curiosità e consapevolezza.
Sarà che l’omonimia con chi lo gestisce rende tutto più affine 🙂

Salva

Oggi

Tag

, , , , , ,

when-the-shit-hits-the-fan-keep-calm

Oggi sono riuscita ad alzarmi alle 9.30 nonostante il sonno intermittente.

Sono andata in piscina, a prendere a pugni l’acqua e ad affogare nel cloro pensieri che vorrei morissero insieme ai ricordi che evocano (e anche a chi li ha generati).

Ho pranzato con mia sorella, siamo andate in giro per saldi e poi al cinema, a vedere Collateral Beauty: un’occasione sprecata di affrontare temi universali (amore, tempo, morte) e tutto sommato il titolo non c’entra una mazza.
Unica perla, Helen Mirren. As usual.

Adesso sono qui che cerco di trovare un senso al mare di merda che mi ha travolta 6 settimane fa.
Sono passata dall’iniziale straniamento, al sollievo, poi disgusto, dolore, furia, e adesso un rancore sordo e velenoso.

Una cara amica mi dice che dovrei ringraziare la merda, perchè mi ha liberata da quello che ero e adesso posso finalmente esprimere il mio pieno potenziale.

Spero un giorno di poterle dare ragione, intanto vorrei solo dormire e svegliarmi fra un anno.
Oppure non svegliarmi del tutto, e trovarmi reincarnata in un universo parallelo nella mia me di 16 anni, alla quale far fare scelte completamente diverse.

L’avrei messa in guardia da quella donna manipolatrice, che mi spingeva nelle braccia del suo adorato figlioletto.
Le avrei dato molta più forza di volontà e coraggio per vincere la resistenza della mamma e andare a Berlino a 18 anni.

Non so se oggi avrei una vita migliore o più felice, ma sarebbe interessante saperlo…tipo Sliding Doors.

L’ultima cosa che è successa oggi è che con mia sorella sono andata a cena al giapponese.
E lì, guarda caso, ho incontrato un mio ex compaagno di università a cui ho scritto proprio ieri sera (giuro su Dio) perchè lui balla tango e a me piacerebbe provare.
Mi ha invitata per la prossima settimana.

Non so perchè non mi ha presentato la tipa con cui era a cena; magari è un’amica, o un primo appuntamento.
Io poi gli ho chiesto di provare a ballare, mica di farci una scopata, quindi il fatto che sia in coppia o no in teoria è irrilevante.

In teoria.

Il problema grosso che io però ho adesso è che tutti gli uomini, con rarissime eccezioni, mi sembrano incapaci di onestà.
Malati di ego e di figa in ugual proporzione, narcisi fino al midollo e avidi di conferme come lombrichi della terra.

Bastare a me stessa è la soluzione a tutti i mali, lo so.
Ho un sacco di amiche che mi vogliono bene e qualche amico di cui mi fido davvero.
Il mio nuovo lavoro mi sta dando soddisfazioni.

Lo so.

Passerà questo periodo di merda, lo so.

Ma intanto, porca puttana, la puzza è davvero insopportabile.

A rose is a rose is a rose

Tag

, , , , , , , , ,

rimedifloreali1Quell’anno la rosa aveva fatto uno sforzo eccezionale per sbocciare.

Prima una calura eccessiva e senza piogge, poi l’attacco degli afidi, e infine la crescita molto ravvicinata di un’edera troppo esuberante, che le aveva razionato luce e nutrimento.

Poi, quando finalmente pensava di potersi aprire al mondo, era arrivato lui.

Con le sue scarpe grosse, le sue mani sporche, il suo sguardo obliquo troppo fisso su di sè.
Aveva deciso di voler buttare la sua immondizia proprio accanto a lei, incurante di tanta bellezza, cieco e sordo a qualunque conseguenza, addirittura solleticato da tanta insolenza.

Sperava di sbarazzarsi dei suoi rifiuti tossici, che aveva cercato di nascondere per anni, ma che ormai avevano iniziato a dare problemi fisici perfino a lui.

Così un giorno aveva messo tutto in un sacchetto, uno di quelli belli, così che nessuno vedendolo uscire di casa potesse sospettare nulla, e aveva deciso di andare ad abbandonarlo lì.

C’era praticamente riuscito, ma la Legge della Natura doveva fare il suo corso.

Gli scoiattoli, insospettiti dall’odore che emanavano il sacco e il suo proprietario, avevano iniziato a seguirli, e a chiamare a raccolta tutte le creature alate e terrestri.
Fra queste, alcune avevano sviluppato un rapporto speciale con la Guardiana della Foresta.

Il Gufo dei granai aveva spalancato le sue ali ed era volato da lei.
Le era bastato uno sguardo nei suoi occhi di legno e fiamme per capire che era richiesto il suo intervento.

Lui era troppo estraneo per quei luoghi, la sua anima troppo pesante, il suo spirito troppo sbrindellato, perfino il suo udito compromesso dalle parole sconnesse che pronunciava allo specchio.

Così non si accorse dei segnali di allarme intorno a sè, nè la sentì arrivare.

Era una notte di luna piena, e il disgraziato non pensò neanche per un attimo che il bagliore che vide non venisse dal cielo.

Si ritrovò a terra, incapace di muoversi e parlare, ma adesso come non mai cosciente e presente. La paura cominciò a salire come la marea chiamata dalla luna.

Adesso vedeva la vera fonte del bagliore: una lama di ghiaccio lo stava percorrendo lentamente. Ciò che veniva toccato, congelava e moriva.

La Guardiana era inesorabile, con lentezza e precisione lo rendeva consapevole di tutto ciò che di lui una volta era vivo e di lì a poco non lo sarebbe più stato.

L’ultimo tocco fu al centro delle sopracciglia: lui rivide tutta la propria vita scorrergli davanti, e finalmente ebbe un moto di disgusto per se stesso.

Con gli occhi chiese alla Guardiana di poter ingoiare il contenuto del sacco per portarlo con sè.

Lei acconsentì.
Poi andò dalla rosa, la prese delicatamente fra le mani, e la portò via.

L’edera ora ricopre quella zona della foresta, a celare alla vista e al ricordo qualunque traccia del passaggio dell’uomo.

 

2 mesi dopo

Tag

, , , , , , , , ,

Ripubblico qui un post che ho messo ieri su un gruppo Fb di persone che come me sono in cerca di un cambiamento importante nella loro vita.

Spero possa ispirare altri, e soprattutto me quando avrò momenti no.

—————

Ciao a tutti,
il 30 settembre ho lasciato il mondo del lavoro dipendente e mi sono lanciata nella mia personalissima avventura da libera professionista.

Dopo due mesi mi sento di dirvi in 5 punti cosa bolle in pentola 🙂

1) Nessun rimpianto. Ma nessuno nessuno.

Nè dello stipendio a fine mese, nè dei colleghi (che quelli “buoni” li sento/vedo anche fuori) nè delle cosiddette sicurezze da impiegata a tempo indeterminato nella grande azienda

2) Nessuna ansia del futuro.

Non è che sono impazzita, so che i miei risparmi non dureranno per sempre, però ho acquisito talmente tanta fiducia nella mia capacità di far fronte alle necessità (poche) vere che davvero poco riesce a spaventarmi sul serio.

3) Meraviglia costante.

Ogni giorno è diverso, la mia attività mi porta a contatto con un sacco di persone per questioni di salute fisica/emotiva; è un continuo plasmare cuore e cervello per essere completamente centrata e contemporaneamente completamente ricettiva.

E finalmente posso dire #amoilmiolavoro

4) Crescita costante.

Quando nella stessa giornata passi dall’essere marketing, amministrativa, vendite e donna delle pulizie della tua piccola, importantissima (per te) attività, ti rendi conto di quanto hai da imparare, ma anche di quanto le esperienze che hai fatto in passato ti sono servite. Tutte.

5) Finalmente sorrido!

Ai clienti, agli ex colleghi, agli amici che mi chiedono come va, a chi sta facendo il mio stesso percorso (e qui il sorriso è un pò diverso, ammettiamolo), ai parenti…

A ogni singola giornata che inizia, alla vita 🙂

Ragazzi, davvero, non aspettate che tutto sia come pensate debba essere: spesso è molto, molto più semplice.

Sempre che abbiate voglia di farvi il culo 😉

Salva